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Covid in Sicilia, in alto mare il futuro dei lavoratori precari

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Resta in alto mare il futuro dei lavoratori precari assunti nell’emergenza Covid in Sicilia. Martedì scadrà la proroga di due mesi per il personale amministrativo e tecnico-informatico, che era stata approvata con una variazione di bilancio giunta in extremis a fine 2022, ma l’audizione dell’assessora alla Salute Giovanna Volo in commissione Sanità all’Ars non ha diradato la nebbia calata sul destino dei lavoratori. Per gli amministrativi c’è la scialuppa prospettata dal decreto Milleproroghe approvato dal Parlamento nazionale, che ha esteso il periodo per il possesso dei requisiti utili alla stabilizzazione ad almeno 18 mesi alla data del 31 dicembre 2024 e che ha ampliato la platea dei destinatari della stabilizzazione al personale del ruolo amministrativo, tuttavia le eventuali assunzioni sono state legate ai fabbisogni delle singole aziende sanitare.

Per questo motivo l’assessorato ha convocato per domani tutti i vertici delle aziende sanitarie dell’isola: l’obiettivo è fare il punto sulle piante organiche e capire quali siano le reali esigenze di personale per ogni azienda, ma la strada ai piani alti di Palazzo d’Orleans appare comunque stretta e poco praticabile. Fuori da ogni previsione di proroghe o di stabilizzazione, invece, il personale tecnico-informatico. Sul fronte politico c’è il pressing trasversale per una soluzione in favore dei lavoratori.

“Sul personale Covid è opportuno che la Sicilia valuti gli effetti del decreto Milleproroghe – indica il presidente della commissione, Giuseppe Laccoto, della Lega – ed è necessario dare la giusta attenzione alla platea dei destinatari che comprende anche il personale amministrativo”. Laccoto, intanto, ha chiesto che in attesa degli esiti della ricognizione vengano sospese le procedure dei concorsi e delle assunzioni in corso nelle Asp della Sicilia. Nel corso della riunione della commissione, inoltre, è stata avanzata l’ipotesi di un nuovo intervento diretto del Parlamento regionale con un ddl-lampo che potesse garantire una ulteriore proroga di un mese in attesa di una soluzione definitiva, ma davanti ai dubbi di diversi deputati la proposta è sfumata.

 In campo anche il gruppo di Fratelli d’Italia che chiede al governo regionale la proroga a partire dal primo marzo di tutto il personale Covid-19 in Sicilia e la revisione delle piante organiche delle aziende sanitarie “per collocarli in base alla normativa di riferimento e alla luce della nuova organizzazione della sanità territoriale prevista dal Pnrr”. La richiesta arriva con un ordine del giorno. Anche i meloniani sollecitano una “rimodulazione delle procedure dei concorsi banditi da Asp e enti del servizio sanitario regionale per allinearle – dicono – a quanto previsto dal Milleproroghe”.

“Questi lavoratori hanno svolto un prezioso servizio a favore della comunità in un momento tragico, acquisendo anche una notevole professionalità conquistata sul campo – sottolinea il capogruppo di FdI, Giorgio Assenza, illustrando l’ordine del giorno -. Stanno inoltre continuando a prestare servizio, andando a colmare di fatto i diversi vuoti di organico delle Aziende e degli enti del servizio sanitario regionale”.

Dal Partito democratico, intanto, piovono critiche al governo: “Ad oggi non esiste alcuna certezza sul futuro dei lavoratori – evidenzia il parlamentare ragusano Nello Dipasquale -. Il governo regionale brancola nel buio e da parte dell’assessore nessuna risposta ai quesiti posti in commissione”. Sulla stessa linea il collega palermitano Mario Giambona: “Il governo ha scoperto le carte ed oggi in commissione l’assessore Giovanna Volo, a soli sei giorni dalla scadenza prevista per fine mese della proroga dei precari Covid, ha confermato che nessuna soluzione è prevista per questa importante platea di lavoratori”, sottolinea. Restano alla finestra i sindacati, che hanno indetto un sit-in di protesta dei lavoratori del comparto tecnico e amministrativo per la giornata di lunedì a Palermo, davanti a Palazzo d’Orleans, sede della presidenza della Regione.

Nidil Cgil, Felsa Cisl e UilTemp, che r appresentano oltre duemila lavoratori del comparto tecnico e amministrativo assunti durante l’emergenza Covid, chiedono la proroga di tutti i contratti in scadenza il 28 febbraio e l’integrazione del personale tecnico e professionale all’interno delle procedure di stabilizzazione già previste per il personale sanitario.

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