sabato 22 Giugno 2024
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I principali interessi della mafia: droga, estorsioni e usura

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"a Catania anche in ragione del 'benestare' ricevuto da cosa nostra che consente loro di controllare la prostituzione su strada e lo spaccio di stupefacenti in determinate aree territoriali"

“Tra i principali interessi criminali delle mafie siciliane si confermano il traffico di stupefacenti, le estorsioni e l´usura, il gioco e le scommesse online, attività tuttora molto remunerative”. È quanto emerge dalla Relazione semestrale della DIA presentata dal Ministro dell’Interno e relativa ai fenomeni di criminalità organizzata di tipo mafioso del I semestre del 2022. “Nel traffico degli stupefacenti, cosa nostra impegna le sue migliori risorse per il coordinamento e la gestione di mercati e piazze di spaccio, quest´ultime affidate a gruppi criminali talvolta direttamente affiliati. Nella dimensione ultraregionale instaura relazioni commerciali e stringe alleanze o forme di cooperazione con altre matrici mafiose (quali ‘ndrangheta e camorra) per l´approvvigionamento di più ingenti quantitativi anche su larga scala.

In particolare, le risultanze investigative del primo semestre 2022 hanno comprovato come cosa nostra abbia mantenuto aperto un canale preferenziale di negoziazione con le ‘ndrine calabresi soprattutto per l´approvvigionamento di cocaina”, spiega la Dia. “Nel semestre in esame, con particolare riferimento alle estorsioni – che costituiscono alla pari del traffico di sostanze stupefacenti un´altra fonte di primario sostentamento economico per le famiglie mafiose e per i familiari dei detenuti – si evidenziano crescenti modus operandi alternativi alla tradizionale richiesta del ‘pizzo’. Il ricorso alla pratica estorsiva, antico e fondamentale strumento di controllo del territorio per cosa nostra, oggi viene declinato con modalità più persuasive e senza ricorrere all´uso della violenza, ‘limitandosi’ all´imposizione di forniture di beni, servizi e manodopera anche a prezzi leggermente superiori a quelli di mercato”, si legge nella relazione.

“Nella regione siciliana, si conferma la presenza di organizzazioni criminali di etnia straniera cui è riconosciuta la tipicità mafiosa. In particolare, i sodalizi nigeriani basati sul cultismo e identificati da varie sigle rappresentano una minaccia significativa nell´isola. Dediti prevalentemente alla gestione del traffico di stupefacenti, della prostituzione e, in alcuni casi, della tratta di esseri umani, risultano attivi soprattutto a Palermo e a Catania anche in ragione del ‘benestare’ ricevuto da cosa nostra che consente loro di controllare la prostituzione su strada e lo spaccio di stupefacenti in determinate aree territoriali”.

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