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Mafia e politica, i nomi degli arrestati

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le intercettazioni, “comu mai ha acchianatu Carta”

Si presenteranno nelle prossime ore davanti al Gip del Tribunale di Catania le 12 persone tratte in arresto dai carabinieri al termine dell’operazione Asmundo su mafia, estorsioni e voto di scambio.

In carcere
Sono in carcere: Salvatore Arrabito, 34 anni, di Augusta; Antonello Costanzo Zammataro, 50 anni, di Melilli; Vincenzo Formica, 42 anni, di Melilli; Alfio Alberto Ira, 57 anni, di Carlentini; Andrea Mendola, 39 anni, di Melilli; Nunzio Giuseppe Montagno Bozzone, 58 anni, di Melilli; Antonino Puglia, 58 anni, di Agira; Salvatore Rasizzi, 37 anni, di Priolo Gargallo; Arturo Tomasello, 42 anni, di Lentini; Antonino Montagno Bozzone, 34 anni, di Melilli.

Ex assessore regionale ai domiciliari
Ai domiciliari Giuseppe Puglia, 39 anni, di Melilli, e Giuseppe Sorbello, 64 anni, di Melilli.

Il patto elettorale
Dalle indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo di Siracusa, risulterebbe che Giuseppe “Pippo” Sorbello, ex assessore regionale, avrebbe siglato un patto con il sodalizio mafioso, riconducibile al clan Nardo di Lentini, per aiutarlo nella corsa a sindaco in occasione delle elezioni amministrative di Melilli, avvenute nella primavera del 2022.

Secondo gli inquirenti, Sorbello, poi sconfitto sonoramente dall’uscente Giuseppe Carta, avrebbe elargito denaro a Giuseppe Montagno Bozzone, impegnandosi inoltre a favorire la scarcerazione anticipata del figlio Antonino, detenuto nel carcere di Caltagirone, anche mettendo a disposizione i propri avvocati e prospettando l’appoggio di un magistrato che non è stato identificato.

“Stamattina gli ha dato 500 euro”
In una conversazione telefonica del 25 aprile del 2022, intercettata dai carabinieri, due familiari di Giuseppe Montagno Bozzone, parlano del denaro che Sorbello avrebbe messo a disposizione.  “Con quello là, con Pippo Sorbello per i voti, gli aveva detto la settimana scorsa che gli dava qualcosa di soldi e non si è fatto vedere proprio… ora stamattina si sono incontrati, essendo che ieri è venuto. E ora stamattina gli ha dato 500 euro“.

Le telefonate tra Sorbello e Montagno Bozzone
Prima dell’apertura delle urne c’è una conversazione, da quanto emerge nell’ordinanza, tra Sorbello e Montagno Bozzone. Il candidato a sindaco di Melilli chiede un incontro.  “Pippo, ti volevo dire questo, domani mattina o stasera sul tardi poi io ti chiamo e ni passamu na cosa e poi domani ni videmu… così facciamo il punto e mi dici comu semu cumminati, va facciamo un piccolo brieefing”.

Nel giorno delle elezioni, il 12 giugno, è  Sorbello a chiamare ancora una volta Bozzone. “Ora più tardino avvicina e ci vediamo, e ci vediamo, va bene? Più tardino, prima di mezzogiorno… Tu fatti nu giru drocu, vidi come è u fatto”.

La sconfitta elettorale ed i commenti
L’esito elettorale è nettamente sfavorevole a Sorbello che si ferma al 24,7% dei consensi contro il  75,3% di Carta. Il gruppo riconducibile a Montagno Bozzone ne rimane deluso e gli inquirenti, in una conversazione del 17 giugno, commentano l’esito. “ Iu ti pozzu dire ca i voti, diciamo, scritti, proprio scritti, ca cu si numera acchianava Pippo, no iddru, comu mai ha acchianatu su Carta.

“Acchinau attunna du minchia di Carta”
Poi qua acchianau attonna du minchia di Peppe Carta, nun cia ficimu a fare acchianare a Pippo Sorbello… se acchianava iddu, per dire, qualche cosa cangiava.

“Vuol dire che era più purtatu…nun è ca javi più purtata, putroppo qua in Italia u sai come è a liggi…io che ti pozzu dire.. arrobbo na jaddina e mi dununu ca sugnu mafiusu, chissi, si porci grossi hannu intercettazioni ca chistu per dire dava mazzette, dava chisti, dava chiddu.. intra i raffinerie”

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