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Sortino: “offerte normali”, il Gip decide il divieto di dimora

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Il parroco, ha negato le accuse, nel corso della sua deposizione in Tribunale, avrebbe chiarito di non avere fatto pressioni, sostenendo che e' prassi dare delle offerte alla Chiesa in occasione del rito funebre

Il gip del Tribunale di Siracusa ha convalidato l’arresto per estorsione nei confronti di Vincenzo Cafra, il parroco della chiesa Madre di Sortino arrestato dai carabinieri che lo hanno accusato di aver preteso dei soldi per la celebrazione dei funerali. Al termine dell’udienza, al palazzo di giustizia di Siracusa, lo stesso giudice ha rimesso in liberta’ il sacerdote, che era ai domiciliari, ma ha disposto il divieto di dimora a Sortino.

“Ha negato le accuse” spiega l’avvocato Francesco Fazzino, difensore del sacerdote, il quale, nel corso della sua deposizione in Tribunale, avrebbe chiarito di non avere fatto pressioni, sostenendo che e’ prassi dare delle offerte alla Chiesa in occasione del rito funebre.

L’indagine sarebbe scattata dopo una denuncia. Gli investigatori, avrebbero messo alla prova il sacerdote con la complicità di una persona che si sarebbe presentata dal parroco per organizzare un funerale. Nel momento del passaggio del denaro, i carabinieri sono intervenuti, dichiarando il parroco in arresto. Nei giorni scorsi, don Cafra aveva celebrato i funerali di Laura Salafia, la studentessa sortinese che fu colpita a Catania da una pallottola vagante.

A scendere in campo, a difesa del parroco della chiesa Madre di Sortino, è stato l’ex assessore alla Cultura di Siracusa, Paolo Giansiracusa.

“Si pagano i matrimoni celebrati dice Giansiracusa – negli uffici e nelle sedi di rappresentanza dei comuni? Si paga l’affitto dei saloni senatoriali di Catania, Palermo, Siracusa ? Si paga a Taormina l’affitto delle sale di Palazzo Corvaja, dei bassi del Palazzo dei Duchi Santo Stefano? Si pagano i saloni delle Camere di Commercio? Si paga l’utilizzo del suolo pubblico e degli spazi mercatali in qualsiasi città del mondo? Si paga, eccome ! Certamente non la miseria di cento euro”.

“Ho l’impressione che per i servizi – prosegue l’ex assessore Giansiracusa – della chiesa si sia scatenata la caccia alle streghe. Qualcuno con qualche pregiudizio vorrebbe far passare una banalissima offerta con un pesante tributo. Calmiamoci e riflettiamo, le attività di culto sopravvivono grazie alle offerte dei fedeli. Un tempo le confraternite raccoglievano offerte tutto l’anno, per i servizi liturgici o altro. Adesso paghiamo l’ultima versione del telefonino 1.500 euro, senza colpo ferire, però facciamo strarnazzi, fischi e polveroni per una più che legittima contribuzione alle attività di culto”.

L’arresto del sacerdote ha, inevitabilmente, creato una ampia discussione sui termini della vicenda, del resto versare una quota di denaro, in occasione di funzioni religiose, è prassi assai diffusa. Secondo quanto emerso dalle indagini, quella somma, intorno ai 100 euro, sarebbe stata pretesa e non chiesta. Su questo aspetto l’interrogatorio al palazzo di giustizia consentirà di comprendere meglio l’accaduto.

“Rimango sbigottito per quanto accaduto ma sono fiducioso che la magistratura di Siracusa ed il parroco possano chiarire quanto accaduto che lascia un profondo sconforto nella nostra comunità” dice in un video messaggio il sindaco di Sortino, Vincenzo Parlato.

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