domenica 4 Dicembre 2022
13.5 C
Catania

Mercoledì il giuramento della nuova Giunta Regionale

correlati

la giunta sarà presentata tra fine settimana e lunedì prossimo

“Ho sempre detto che il mio sarà un governo aperto al confronto con le opposizioni e da parte mia non ci saranno mai pregiudiziali. La giunta sarà presentata tra fine settimana e lunedì prossimo, mentre mercoledì ci sarà il giuramento degli assessori all’Ars. I tempi sono scanditi, sono perentori. Occorreva partire e siamo partiti”.

Lo ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, a margine della prima seduta della nuova Assemblea regionale siciliana, che ha eletto presidente Gaetano Galvagno. Il governatore è intervenuto anche su alcuni aspetti della composizione della futura giunta di governo, in particolare sull’identikit di chi potrebbe ricoprire l’incarico di assessore alla Salute. “Allo stato attuale – ha detto – sono fortemente concentrato su una figura che credo abbia le caratteristiche per potere rivestire questo ruolo, la dottoressa Giovanna Volo, che è stata manager della sanità, competente, apprezzata da tutto il mondo della sanità pubblica e non ha mai fatto politica”.

Intanto da Roma arriverebbero pressioni sul Governatore. In particolare, sembra che il ministro Francesco Lollobrigida prediliga in Giunta il secondo dei non eletti in Fdi a Palermo, Francesco Scarpinato, al Turismo, in continuità con l’assessore uscente Manlio Messina, quest’ultimo eletto a Montecitorio. L’altra indicazione sarebbe arrivata per l’ex assessore regionale alla Salute Ruggero Razza o, in subordine, per la moglie Elena Pagana, che non è stata rieletta all’Assemblea regionale siciliana. In questo modo resterebbe fuori dalla Giunta, la deputata musumeciana, Giusi Savarino. 

Intanto ieri, è stato il primo vero banco di prova per il centrodestra, che ha eletto il presidente dell’Ars della XVIII legislatura non senza fibrillazioni e mal di pancia. Perche’ se e’ vero che il neo presidente Gaetano Galvagno ha potuto contare gia’ alla seconda votazione su 43 voti, la maggioranza – che sulla carta disponeva di una quarantina di deputati – sembra essersi gia’ sfaldata in favore di nuovi e piu’ incerti assetti. Gianfranco Micciche’, infatti, nel corso delle votazioni, parlando con i giornalisti tra i corridoi di Palazzo dei Normanni ha detto di non sentirsi “piu’ parte della maggioranza”, e che pur ritenendo Galvagno “un caro amico”, alle prime due votazioni non l’ avrebbe votato. Solo “a partire dalla terza, se gli manchera’ il mio voto, lo sosterro'”.

Latest Posts

Ultim'ora