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Diritto alla Salute: Schifani, “erediterò un buon governo”

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"E se sarò eletto la prima persona che chiamerò sarai tu, Ruggero, per comprendere meglio ed avere un quadro sui temi del Pnrr, una scommessa che non possiamo perdere".

“Per la prima volta la mobilità sanitaria dalla Sicilia verso altre Regioni scende sotto la soglia di 200 milioni di euro”. E’ il dato che ha fornito l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza, in occasione dell’incontro sul diritto alla salute dei siciliani al Catania Airport Hotel. “È un numero che ci inorgoglisce in modo particolare, perché significa aver svolto un ottimo lavoro in questi anni, soprattutto concentrato nell’integrazione tra pubblico e privato, cosa nella quale ho sempre creduto fermamente con l’obiettivo di arrestare le importanti migrazioni di utenti cui prima eravamo abituati a osservare”.

Razza ha incontrato manager e professionisti del settore per fare il punto su ciò che è stato fatto a fine legislatura: “Abbiamo incrementato i posti in medicina e chirurgia da 883 a 1461 con +51%, in scienze infermieristiche da 663 a 1370 con +106%. Ma le cifre più significative riguardano le assunzioni fatte, non solo per la l’emergenza pandemica. Si tratta – ha evidenziato Razza – del più ampio reclutamento nella pubblica amministrazione sanitaria, non paragonabile neppure sommando i 20 anni precedenti alla nostra governance. Basti pensare che abbiamo superato alcune pagine indegne di precariato: stabilizzazione del 118, ex LSU dell’Asp di Palermo e gli ex Asp di Siracusa, per cui mancava la stabilizzazione da 30 anni”.

Razza ha poi parlato di pianificazione e programmazione: “Quando siamo arrivati al governo la rete ospedaliera era bocciata tre volte e giudicata insostenibile dalla Corte dei conti, dunque mai messa in atto. In un anno abbiamo disegnato la nuova rete ospedaliera, le rete tempo dipendenti, stroke, politrauma e infarto, il nuovo sistema emergenza, le reti dedicate ad alcune patologie specifiche, come quella oncologica siciliana”. Ha poi elencato gli investimenti ospedalieri su nuovi nosocomi e ristrutturazione di alcuni già esistenti: San Marco a Catania (per il quale sono stati recuperati 100 milioni di euro ed evitato di pagarne altrettanti in caso di mancata realizzazione), Biancavilla, Ragusa, l’Ismett 2 e il restyling del Cervello a Palermo, Siracusa, Gela, Alcamo e così via; la valorizzazione del Cefpas per la formazione di manager e consulenti sanitari.

Per quanto riguarda la gestione dell’emergenza covid: Razza ha detto, “dobbiamo dire grazie alle 7mila persone che hanno lavorato nelle strutture commissariali e nelle aziende sanitarie provinciali, nessuno, che si è impegnato nella pandemia deve essere dimenticato. Per tutti quei profili che non rientrano nella norma statale, che si provveda nel primo provvedimento utile, a dare copertura normativa per la stabilizzazione anche per il personale amministrativo”.

All’incontro hanno preso parte il candidato alla guida della Regione Renato Schifani:  “Erediterò un buon governo e non avrei mai accettato questo incarico se non avessi avuto la certezza di trovare la condivisione interiore da parte del presidente Nello Musumeci, perché quando si ama la propria terra, non ci si può dividere e se la politica paralizza la propria terra, allora sbaglia”. ha detto Renato Schifani.

“Proseguiremo l’azione del governo Musumeci, questa sarà la mia linea, anche nella sanità, settore in cui l’assessore Razza ha fatto benissimo – ha aggiunto -. In Sicilia è stato fatto tanto e con il presidente Musumeci avete gestito una fase difficile come la pandemia. Nel doveroso silenzio istituzionale che mi impone la mia figura di presidente emerito del Senato, sono stato vicino in quella fase difficile sentendo spesso sia il presidente Musumeci che l’assessore Razza”.

“E se sarò eletto la prima persona che chiamerò sarai tu, Ruggero, per comprendere meglio ed avere un quadro sui temi del Pnrr, una scommessa che non possiamo perdere. Con quei fondi dobbiamo potenziare la medicina del territorio – ha proseguito Schifani – per curare meglio i pazienti non gravi. La medicina del territorio, infatti, non era abbastanza attrezzata per una emergenza di questo tipo”. Schifani ha voluto sottolineare che “erogare sanità significa esercitare una funzione pubblica, sia se la esercita il pubblico che il privato convenzionato. Bisogna dare efficienza ai cittadini-utenti”.

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