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MS5, “inciviltà e microcriminalità a Catania”

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Lettera al prefetto di Catania, Maria Carmela Librizzi

“Allarmati per la drammatica escalation di fenomeni di inciviltà e microcriminalità diffusa a Catania, chiediamo adesso che sia il prefetto a prendere provvedimenti. Oltre al gravissimo danno di immagine per il turismo, i cittadini sono in preda allo sconforto ed è ormai fin troppo evidente che l’amministrazione comunale, attraverso la polizia municipale, non riesce da sola ad affrontare il problema”.

Lo dicono gli esponenti catanesi del Movimento 5 Stelle, a tutti i livelli istituzionali, che hanno scritto una nota al prefetto di Catania, Maria Carmela Librizzi, chiedendo sia un incontro nel quale confrontarsi insieme, in “una logica di collaborazione tra istituzioni”, sia, soprattutto, maggiori controlli e il potenziamento dei presidi delle forze dell’ordine sul territorio comunale.

“Non si arresta – ricorda il M5S nella nota – la lunga serie di fatti che vedono la città nelle mani di giovani teppisti e incivili che spadroneggiano soprattutto nei fine settimana. Recenti articoli di giornale hanno definito quello di Pasqua un ‘fine settimana di ordinaria follia’ in particolare in due delle cosiddette ‘zone franche’ della città: piazza Bellini e Castello Ursino, dove è ancora più urgente ripristinare la legalità. Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, tra l’altro, aveva presentato il 24 marzo un’interrogazione all’amministrazione comunale per chiedere chiarimenti in merito al parcheggio selvaggio e alla rimozione di carcasse di vecchie auto, ma l’atto non sembra aver sortito alcun effetto”.

“La situazione a Catania peggiora di giorno in giorno – dice Gianina Ciancio, deputata regionale 5 Stelle – e non possiamo aspettare un minuto di più per invertire la tendenza che vede l’aumento di fenomeni di inciviltà, parcheggio selvaggio e invasione delle piazze cittadine e delle aree pedonali. Il Comune, più volte sollecitato, ha dato prova di non essere in grado di affrontare il problema con le proprie forze. E necessario un intervento risoluto dello Stato”.

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