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Regionali 2022: Cuffaro “ho il nome di una donna per la presidenza”
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"Chi ha pagato il suo prezzo, ha il diritto di tornare a fare la propria vita".

“Sono qui per difendere Totò Cuffaro perché è l’esempio di migliaia di detenuti che pur avendo scontato la loro pena vengono maltrattati, non possono trovare un lavoro, non possono più esercitare i loro diritti. Se devo scegliere di chi fidarmi, mi fido più di un condannato che di un innocente, che lo può essere fino a prova contraria; del condannato invece si sa tutto. Di Cuffaro si sa tutto, perché è stato condannato”.

Così Sergio D’Elia, segretario di “Nessuno Tocchi Caino”, in conferenza stampa a Palermo, ad ascoltarlo anche l’ex governatore della Sicilia Totò Cuffaro, finito al centro delle polemiche per lalista della Dc Nuova in sostegno del candidato sindaco per il centrodestra, Roberto Lagalla. “Mi interessa il diritto civile di Cuffaro, non ha perso il diritto di parola, di aggregazione, di partecipazione alla vita politica, può promuovere tutte le liste che vuole – ha detto D’Elia – Dagli attacchi che subisce Cuffaro ci si difende tenendo alte le bandiere del diritto e dell’identità. Io ho conosciuto Cuffaro da condannato per questo mi fido di lui, non l’avevo mai incontrato e frequentato quando era potente nonostante da presidente della Regione abbia fatto aderire con delibera la Sicilia a ‘Nessuno Tocchi Caino”.

 “Se la lista della Dc Nuova avrà il 7-8% avrà un ruolo in Consiglio comunale a Palermo, se non farà il 5% sarà fuori. Non vogliamo assessori, lo dico fin da adesso. A me interessa rifare la Democrazia cristiana, che vuole un voto libero, ideale e senza prebende, degli assessori non me ne frega niente. Se avessi voluto avrei scelto un assessore come hanno fatto gli altri partiti: perché non ci credo più che il potere porti voti, perché se fosse vero io dovrei prendere 2 milioni di voti per quello che ho gestito e invece non li ho, perché tutto quello che ho fatto di potere è svanito, non esiste più: mi interessa il voto ideale”. Così l’ex governatore della Sicilia Totò Cuffaro, parlando con i cornisti a margine della conferenza stampa di ‘Nessuno Tocchi Caino’.

“Io ho sbagliato tutto, ho distribuito prebende, ho fatto l’uomo di potere. Nel passato piuttosto che coltivare l’aspetto ideologico dei partiti ho coltivato l’aspetto di scambio elettorale: per questo devo pagare un prezzo, questi sono gli errori che ho commesso e sono gravissimi perché ho alterato il giusto corso del rapporto elettorale. Io questo non lo voglio fare più, perché se avessi scelto di farlo mi sarei preso un po’ di deputati e li avrei candidati e invece nella lista della Dc Nuova sono tutti ragazzi che non hanno mai fatto politica”. Ha detto l’ex governatore della Sicilia Totò Cuffaro. “Non ho mai contestato tutti quelli che esprimono un giudizio di inopportunità sul mio ritorno in politica, penso che abbiano tutto il diritto di poterlo fare. Però ho anch’io il diritto di pensarla diversamente? Non per questo li condanno, ne tantomeno ne faccio una gogna mediatica per chi sale sul palco a dire le cose che ha detto nei miei confronti”.

“Non m’innamoro né di Nello Musumeci né di quelli che sono contro di lui. Ha detto l’ex governatore della Sicilia e commissario della Dc Nuova, Totò Cuffaro – “Porterò le mie idee se ho la possibilità di farla valere va bene, se non ce la faccio pazienza. Ho il nome di una donna per la presidenza della Regione siciliana, ma non lo dico altrimenti l’ammazzate prima”.

“La pena in questo Paese – ha detto Cuffaro  – è rieducativa e risocializzante, come dice la Costituzione? Mi spiegate perché bisogna rieducare e risocializzare una persona se poi bisogna tenerla interdetta, mi pare sia una contraddizione. Penso che una persona che ha pagato il suo prezzo e lo ha fatto rieducandosi e risocializzandosi, secondo la Costituzione e le leggi, ha diritto a tornare a fare la propria vita”.

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